Annotazioni sul Sentiero Iniziatico

Uno scritto di contenuto iniziatico, per essere tale, non può creare nulla di nuovo, ma soltanto confermare ciò che è stato creato, oppure, nel caso in cui si debba intervenire per negare un arbitrio o un abuso, le parole saranno un richiamo alla Tradizione per destituire di fondamento ciò che non possiede un adeguato grado di verità.

Si è detto: un adeguato grado di verità. Ciò in quanto, come insegnano i Manifesti, il mondo preferisce la menzogna alla verità, mescolandole in dosi sapienti. Quindi, per la Persona Ardente, Uomo o Donna di Desiderio, che intende accedere a quella speciale forma di conoscenza che è detta iniziatica, la Verità non è che un vaso andato in frantumi, di cui occorre riconoscere i frammenti e, lentamente, ricomporli e incollarli.

Dal punto di vista iniziatico, tutto è nell’esperienza. Le parole restano nella sfera del mentale, strumenti parziali e fuorvianti.  Comunicate, spesso finiscono per generare opposizione e cioè il tentativo, da parte di chi le riceve, di convertirle ai propri desideri.  Chi legge, nel decrittare, non può far altro che questo, ciò che è naturale. Ecco, da parte di chi ha scritto, la vanità di credere di poter essere compresi.

La parola scritta non può sostituire l’esperienza. Suo compito è indirizzare chi è alla ricerca del proprio sentiero: da qui l’importanza di rigettare opinioni personali e ricorrere all’autorità dei Maestri Passati. Come ha scritto uno dei padri fondatori della moderna Tradizione Iniziatica italiana, Arturo Reghini: “Chi pretende una conoscenza iniziatica adattata ai suoi gusti, alle sue credenze, agli umori suoi, o è in buona fede ed è un illuso, o è in mala fede. Comunque non è, né può essere, un iniziato.”

I requisiti del Cercante saranno equilibrio, stabilità e costanza.  Gli eccessi e le intemperanze, santificati dall’estetica giovanilista dello star-system delle comunicazioni di massa non è che un modo per bruciare talenti e proporre modelli fallaci e, in definitiva, impedire ogni emancipazione. Il Cercante deve porsi al riparo dalle impurità dell’informazione dozzinale, deve trovare il suo equilibrio attraverso la preghiera, la stabilità nel suo fondamento interno di coscienza, la costanza attraverso la pratica quotidiana.

Il termine “preghiera” è alquanto improprio e non deve trarre in inganno. Questa precisazione ci permette di distinguere tra concezione esoterica e concezione religiosa. Abbiamo già chiarito altrove che l’autentico Sentiero Iniziatico è diverso e distinto dalla Via Religiosa.  Questa distinzione può essere illustrata mediante l’analogia nello Yoga tra la forma devozionale (Bakhti Yoga) e sentiero dell’intelletto (Raja Yoga).

La forma devozionale – e cioè l’adorazione di un Avatara, Buddah, Shiva, Cristo, Mohammed, Alì, Angeli o Santi – è la tipica strada di persone dotate di una spiritualità genuina e sincera, senza eccessive sovrastrutture culturali. Questa spiritualità non va sottovalutata: perché può ben essere più autentica e più potente rispetto all’orgoglio e alla superbia di chi coltiva un piccolo sapere (e qualsiasi sapere umano, per quanto vasto, sarà sempre un piccolo sapere). Tuttavia, è difficile che la forma devozionale sia quella appropriata per i pochi destinati al Sentiero Iniziatico: perché questi sono sempre persone che cercano, studiano, interpretano, e dunque saranno più adatti al sentiero dell’intelletto, al Raja Yoga. Qui si apprende che non può essere un dio esterno, che tutto è nella coscienza. Questo soltanto è il Sentiero Iniziatico propriamente inteso: e potrà avere esito soltanto a condizione di allineare l’intelletto con il cuore.

Questo argomento avrà con chiarezza separato e distinto Ordini religiosi da Ordini esoterici, rendendo manifestamente infondata la richiesta, per appartenere a un Ordine esoterico, di aderire a una specifica religione, idea ridicola, sostenuta da alcuni ipocriti che preferiscono la verità parziale di un clero rispetto alla ricomposizione di una più ampia e universale verità, che è l’incommensurabile compito di ogni vero Iniziato.

Con quanto qui tracciato si intende lasciare alcune impronte sulla pista, sperando che il Cercante abbia discernimento e sappia rettamente seguirle. Perché il prossimo passo è Difendersi dai Falsi Maestri.