DE SIDEREUM – Anno IV Numero 1

L'Uomo di Desiderio Copertina 3UD12+1 download

Editoriale di DALQ S+I 5=6

Sezione prima: Filosofia Spiritualista

Oltrepassare i condizionamenti di ATON

L’Uomo e il Tempo  di Giona e Asar un-Nefer

Ambulerum di Hermes

Parola e Verbo nella cosmogonia Mandè di Ramses

L’esoterismo nel cinema di Dioniso

Vitriol di Prometeo

II – Le pagine delle corrispondenze

Alle mie figlie (da: Il cielo è caduto) di Manrico Murzi

Sull’idea di Verità (Estratto da MEMORIE) di Amelia Pincherle Rosselli

Mater Energheia, un quadro di Angelo Moncada

Dio Creatore nell’iconografia medievale di Giancarlo Germanà

L’arte nella preistoria, dal paleolitico al bronzo di Paolo Battaglia La Terra Borgese

Processione Mistica di Antonino Scandurra

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III – Le parole dei Maestri Passati:

LOUIS CLAUDE DE SAINT-MARTIN

Introduzione all’edizione inglese di Degli Errori e della Verità

e testo originale francese del poema PHANOR

In copertina: L’Angelo Vigilante, di A. Scandurra

 

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Comunicazione del V.M. A.U.B.

ERIDUFaccio parte di diversi gruppi Massonici. Recentemente però mi sono dimesso dalla Massoneria o come dicono i Massoni mi sono messo in sonno. Molti dei gruppi Massonici di cui faccio parte sono aperti anche ai non Massoni, ma io, dal momento che sono entrato in tali gruppi da Massone, ritengo di avere il dovere di comunicare le mie “dimissioni” in modo che gli amministratori dei suddetti gruppi possano prendere le decisioni, nei miei riguardi, che ritengono più opportune, mentre i gruppi formati esclusivamente da Massoni, mi possano togliere dal loro piè di lista. Allego solo la lettera delle mie dimissioni e non gli atti che descrivono gli atteggiamenti, gli scritti o le prese di posizione che ne sono state, se non la causa, il motivo scatenante. Ciò in quanto non desidero che questa mia comunicazione, che ritengo dovuta, si trasformi nel processo che, per motivi che non è il caso di esporre, ho voluto evitare.
Ecco la mia lettera indirizzata al Grande Oratore del GOI, al Presidente Collegio Circoscrizionale della Sicilia, al Maestro Venerabile Loggia Giacomo Tallone e p. c. al Presidente del Tribunale Circoscrizionale della Sicilia e sempre p. c. alla Gran Segreteria del Grande Oriente d’Italia.

“Desidero comunicare a Fratelli che stimo o che istituzionalmente debbono prenderne atto, le mie irrevocabili dimissioni dal Grande Oriente d’Italia nonché la mia messa in sonno, anch’essa irrevocabile, da membro della Rispettabile Loggia Giacomo Tallone, all’Oriente di Messina.
È mio dovere dire che questa mia decisione è stata adottata a seguito di una “tavola di accusa” mossa nei miei confronti dall’Oratore del Collegio Circoscrizionale della Sicilia il quale, nella tavola, mi accusa appunto di avere disatteso e violato diversi articoli delle Costituzioni e del regolamento del Grande Oriente d’Italia.
Sarebbe facile giustificarmi dicendo che, quand’anche avessi violato, ma non l’ho fatto, le norme che sono riportata nella tavola d’accusa, lo avrei fatto dopo che il massimo esponente della Istituzione, disattendendo altra normativa del GOI che impone la sospensione dall’Obbedienza di un soggetto, in caso di apertura di indagini profane a suo carico, ha dimostrato che le norme del GOI si possono non osservare come lui stesso non le ha osservato. Non voglio ritenere e pensare che le norme si possono non osservare solo nel caso in cui riguardano la propria persona.
Ma non voglio entrare nel merito della tavola di accusa, se lo volessi fare non mi dimetterei e non mi metterei in sonno, continuerei dall’interno del GOI la battaglia che da tempo porto avanti per far intendere il giusto (a mio parere nascente dalla costituzioni ) modo di vivere l’Ordine Massonico. Una eventuale battaglia interna però, fatta necessariamente dinanzi ad una giustizia diversa da quella Massonica che, data la formulazione delle accuse, dovrebbe necessariamente e per ovvie ragioni dar ragione al Gran Maestro, si risolverebbe contro la Massoneria e non contro quei Massoni che non intendono il vero significato di Ordine Iniziatico.
Onestamente comunque debbo dire a chi stimo, che la tavola, sebbene contenga accuse facilmente contestabili e formulate da chi confonde un Ordine Esoterico con un qualsiasi circolo profano, costituisce il pretesto che io evidentemente cercavo per trovare la forza, il coraggio, di allontanarmi da persone che, specie adesso, mostrano incompatibilità, a mio parere insanabile, con il mio modo di intendere la Massoneria.
È da diverso tempo che mi sono accorto di tale incompatibilità dato che ad ogni occasione, da parte di molti esponenti, anche autorevoli, si porta avanti un diverso modo rispetto al mio di intendere la Massoneria. Fino a non molto tempo fa ritenevo ancora sanabile tale incompatibilità. A poco a poco questa mia speranza è svanita ed ho avuto sempre più la sensazione di combattere una battaglia senza speranza.
Il redattore o chi ha firmato la tavola di accusa non si è reso conto che la mia lotta non era profana ma esoterica. Colui che è stato da me attaccato, per me, non è un uomo, un giornalista (non ho niente da dire contro l’uomo o il giornalista in quanto non mi interessano i fatti umani) ma è un simbolo, un simbolo che fa parte di un eggregore esoterico che influisce sull’Ordine Universale, a mio avviso turbato e che necessita di esser corretto per evitare conseguenze nefaste che possono riflettersi, oltre che sulla persona che ha determinato il disordine, anche su tutti i Massoni del Grande Oriente d’Italia, che non dimentichiamo, è pur sempre un Ordine Esoterico. La tavola di accusa, oltre ad aggravare il disordine, che si ripristinerà anche a scapito di chi ha determinato questo aggravamento o di chi lo ha provocato, rende vana la mia battaglia ed allora preferisco andarmene.
Me ne vado in quanto una mia difesa davanti ad un tribunale esoterico sarebbe solo esoterica e quindi difficilmente accettabile dai “giudici”. Me ne vado in quanto conosco già (consentitemi la presunzione) il tenore delle eventuali sentenze massoniche, data la natura non iniziatica delle stesse. Sia il Tribunale circoscrizionale in primo grado che la Corte di giustizia in secondo grado accerterebbero la mia colpa ma, tenendo conto della mia età e del mio stato di salute, oltre che dei miei trascorsi in seno al Grande Oriente d’Italia, comminerebbero una sanzione meno grave della espulsione. Non ci sto ad avallare una simile decisione.
Me ne vado, dopo 44 anni dalla iniziazione nella Loggia La Ragione di Messina; me ne vado, dopo aver contribuito a rialzare le colonne della Loggia Giordano Bruno; me ne vado dopo essere stato uno dei fondatori e forse fra i più appassionati, della Loggia Giacomo Tallone; me ne vado rinunziando alla opportunità offertami dal Gran Maestro Che ha preceduto quello attuale, di servirmi, dopo la mia morte, della sede di Messina del Grande Oriente d’Italia come camera ardente, prima di esser trasportato per la cremazione (pazienza, cercherò altra soluzione); me ne vado esonerando i giudici circoscrizionali dal compito di giudicare chi non possono giudicare.
Ho un solo rimpianto. La mia messa in sonno mi terrà lontano dalla mia Loggia. Una Loggia che ho sempre amato, che ho voluto fortemente e che è intitolata a Giacomo Tallone, uno dei Maestri passati, vero Iniziato, non valorizzato da nessuno fino a quando io stesso insieme ad altri quattordici Fratelli decidemmo di intestare a lui la Loggia che stavamo edificando. Abbiamo sempre lavorato, in seno alla Loggia Giacomo Tallone, tenendo presenti i suoi insegnamenti ed esaltando la sua figura. Dai miei Fratelli della Loggia Tallone ho ricevuto l’unica onorificenza alla quale tengo molto e ricordo questa decisione con affetto e commozione. Sono stato nominato Maestro Venerabile Onorario ed a vita. Lo so è una onorificenza non prevista da nessuna norma del GOI e quindi non riconosciuta dallo stesso. Ma dimostra tutto l’amore che i Fratelli della mia Loggia mi hanno dato, anche in momento molto difficili per me, e tutto l’amore che io sono riuscito a dare ai mie Fratelli di Loggia. Consentimi, Maestro Venerabile, di conservare e considerare sacra questa onorificenza. Te ne sarò grato e sarò grato a tutti i membri della Giacomo Tallone. Sono certo che la NOSTRA Loggia, nelle vostre mani e nelle mani dei Fratelli che adesso ornano le sue colonne e che domani le orneranno, continuerà il suo cammino Iniziatico che fin oggi ha percorso e che stava tanto a cuore ad un vero Massone come è stato Giacomo Tallone.
Non posso più abbracciarvi da Fratelli Massoni, ma vi abbraccio da Fratelli Iniziati.
Antonio Urzì Brancati