Unificare – Perché

Si sa che di buone intenzioni è lastricata la via che porta all’inferno: è voce proverbiale e quindi vox populi, vox Dei. Pur partendo da questa premessa scettica, tuttavia non posso non allineare il mio cuore alle idee che il S::G::M:: ATON esprimeva a quel convegno tenuto a Padova (e di cui, chi ha la parola di passo, potrà trovare il protocollo sottoscritto e, purtroppo, non attuato alla pagina https://ordineesotericomartinista.org/piccola-biblioteca-martinista/protocollo-del-martinismo/). Vorrei aggiungere una sfumatura: definendo utopia (e non semplicemente sogno) l’dea di unificare il Martinismo. Perché, a differenza del sogno, ancora dominato dall’illusione, l’utopia è invece la direzione tracciata dalla stella polare: qualcosa che, pur non potendo esser raggiunta, conduce a dei risultati. Seguendo la stella polare, i naviganti trovano la giusta direzione e l’approdo a un porto sicuro. Fuor di metafora, questo significa per chi vive in questo mondo che l’utopia non può esser raggiunta, ma conduce comunque al percorso più nobile, che è quello dello spirito. Ecco perché non c’è timore nel definirsi utopisti. Aggiungo una considerazione storica al pensiero di ATON, volendo mettere in evidenza come gli Ordini che dal Secolo dei Lumi in avanti si sono succeduti per portare la fiaccola della Tradizione fino a noi, pur attraverso le scissioni e l’apparente diversità degli strumenti operativi, alla fine conducono tutti ad una eguaglianza di fondo, che riguarda il modo di aprire i lavori, di svolgere;la celebrazione cerimoniale, di chiudere i lavori. Quando questi lavori hanno per riferimento le operazioni di purificazione, seguite dal lavoro della Luna e dal lavoro del Sole, allora è semplice trovare in essi i fondamenti di una religione naturale, data dall’osservazione degli astri. Chi guarda con un cuore puro trova questa unità. Chi si lascia fuorviare dai condizionamenti e dalle convenienze vede altro. Il Filosofo Incognito non teme di essere un utopista, perché il suo prendere rifugio ovunque e in nessun luogo lo pone al riparo da desideri di successo materiale, e sublima in suo desiderio in una metafisica trascendente, una ed unica, la sola che sarà importante quando sarà completata questa parentesi di esistenza sulla terra che è uno dei cicli della Vita nelle Sfere.

Diversi anni or sono io ed altri responsabili di Ordini Martinisti, ci siamo riuniti a Padova per cercare di realizzare quello che allora io consideravo un primo passo verso la unificazione dei vari Ordini Martinisti. Si parlava infatti, in quell’occasione, di federazione e non di unione. Il progetto fallì. Non credo opportuno cercare le colpe o le responsabilità di quel fallimento, non sarei obiettivo e quindi preferisco astenermi e assumermi anch’io la mia parte di responsabilità di quel fallimento. Quelle giornate, le giornate del convegno, sono state peró molto preziose per me. Allora, in linea con quanto auspicato nel mio intervento, che desidero riportare, ho rinforzato in me la convinzione dell’inutilità di qualsiasi federazione fra i diversi gruppi dello stesso Ordine Esoterico. Solo una unione può eliminare gli inconvenienti di una frammentazione. Da allora ho lavorato per ottenere questa unione. So che incontrerò mille difficoltà ma ho potuto constatare che…

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