Lo Scudo di Davide

Quando un iniziato del livello di AUB afferma “sono allergico ai rituali” (cfr. Come Specchio, articolo del 17 gennaio 2019, “Elementi e Rituali“), c’è la necessità di una riflessione. Come va interpretata l’affermazione? Letteralmente? O si deve cogliere il senso di una provocazione?
Anche perché, quale sarebbe il discorso dello stesso AUB se dovessimo togliere l’elemento rituale? E non è forse questa l’obiezione più ricorrente che viene fatta a quegli Ordini la cui attività prevalente è data da cene sociali ed eventi più o meno culturali? La mancanza di un adeguato lavoro rituale non è forse considerato il principale punto di debolezza della maggior parte degli Ordini?

Dovremo capire meglio cosa intende AUB con l’affermazione da cui siamo partiti. Da parte mia, tenterò con queste osservazioni di dare un contributo al dibattito sul tema, partendo proprio dalla difesa del rituale. Anzi, dal fatto che il rituale è essenzialmente difesa, atto di protezione. Non a caso, uno dei principali segni simbolici in uso è il potente esagramma noto come Sigillo di Salomone e, più segretamente, “Maghen David”, che significa “Scudo di Davide”.


In breve, il rituale è atto di protezione, è uno scudo che si forgia mediante un insieme di parole e di gesti da svolgere in sequenza e ordine, senza sbagliare o, almeno, riducendo l’errore al minino, di fronte alla propria coscienza. Queste parole e questi gesti consistono nel tracciare intorno a sé cerchi di protezione e confini sacri. Chi intende vivere una vita ispirata da queste azioni deve operare questi rituali ogni volta che le condizioni glielo consentono, individualmente e in modo coerente alle istruzioni che avrà ricevuto dall’Ordine al quale l’Iniziato appartiene.

Occorre dire che non tutti gli Ordini trasferiscono questo patrimonio di conoscenze ai propri Adepti, che annaspano di grado in grado, di capitazione in capitazione, in attesa della rivelazione di un mistero che non arriva mai e che forse non c’è. Da questa considerazione si possono trarre delle valutazioni della effettività del lavoro che si svolge con un determinato sistema. Negli Ordini che non trasferiscono all’Adepto le conoscenze per svolgere un lavoro rituale individuale, in ogni caso l’elemento rituale è nascosto nelle riunioni di Loggia, dove le cerimonie, organizzate secondo le formule convenzionali di Apertura dei Lavori, Svolgimento Operativo e Chiusura dei Lavori, contengono sempre questa dinamica interna e oggettivata nell’uso simbolico dello spazio fisico di svolgimento.

Non ci può essere vita spirituale senza lavoro rituale, con forse un’unica eccezione: la vita del terapeuta, che sia completamente e sinceramente dedicata alla cura degli altri; ma solo perché in questo caso tutta la vita diventa rituale. Fuori da questa eccezione, resta la condizione della vita individuale, che può aprirsi o meno allo spirito.
L’apertura allo spirito può avvenire come adesione religiosa o come adesione spirituale. Nel primo caso, l’elemento rituale sarà la preghiera svolta in conformità alle tradizioni della religione scelta, nei luoghi consacrati, sotto la direzione di un sacerdote o nell’intimità individuale.
Nel secondo caso, oltre alla preghiera si avrà conoscenza, progressivamente in base al grado, di tutta l’impalcatura del rito che racchiude la preghiera come atto magico. Quindi, il rito è la veste esteriore, la struttura di sostegno dell’atto magico che, fuori da ogni superstizione, nella nostra contemporaneità può essere compreso nel suo fondamento psicoanalitico come atto estatico di investigazione dell’inconscio.

L’Adepto che svolge un rito sta implicitamente lavorando sulla propria coscienza profonda e deve sapere che questa non è libera da spettri e creature mostruose che ne minacciano l’integrità, inducendolo a pensieri torbidi e desideri bassi. Il rito prende dunque consistenza di battaglia con sé stessi, dove l’essenziale è mettere in atto strategie di fortificazione e consolidamento psicologico, i cui risultati si ottengono proprio eliminando progressivamente l’errore dallo svolgimento del rituale, fino a svolgerlo in modo perfetto: e si badi che questo risultato non è ottenuto una volta per sempre e che invece, anche dopo averlo compiuto anche più volte in modo perfetto, potrà certo avvenire che cali di concentrazione e pensieri disturbanti possano determinare il riapparire dell’errore. Sta proprio in questo l’essenza del rituale.

Naturalmente, i riti di cui stiamo parlando sono quelli accolti nella Tradizione Occidentale e orientati dalla pratica rigeneratoria dei Salmi di David, cui le tecniche operative sottostanno e la cui applicazione positiva è il lavoro di trasformazione della coscienza per il suo progressivo affrancamento dai condizionamenti materiali e la più lieve sorte spirituale. Non dobbiamo trascurare la possibilità di riti non conformi alle Leggi Universali dell’Ordine e dell’Armonia, ai quali collegheremo le forme volte ad ottenere vantaggi materiali. Evidentemente, non solo non ci occupiamo di questi, ma diffidiamo dall’aprire loro la porta. Sconsigliamo anche la divinazione perché le carte e gli oracoli possono imprimere, nella mente di chi ne ottiene la lettura, profezie che possono trovare la forza di avverarsi.

Per finire con un’obiezione, uno scettico potrebbe dire che l’azione rituale è perfettamente inutile e illusoria. In tal caso, saremmo completamente d’accordo, perché in effetti il rito, avendo natura esoterica, deve essere in-utile, cioè non condizionato da ragionamenti utilitaristici o acquisitivi. Il rito dimostra di funzionare anche se gravato da questi condizionamenti, ma il rito perfetto è quello in cui non si chiede nulla, perché il desiderio autentico dell’Adepto non ha bisogno di essere rappresentato, perché è l’essenza del messaggio che il rito stesso veicola: a ciascuno è dato secondo il proprio cuore. Anche sulla natura illusoria saremmo completamente d’accordo: a patto di non sottovalutare il potere dell’illusione. La vita è fatta di illusioni, anche il più sincero desiderio è un’illusione. L’insieme delle parole e dei gesti che il rito induce a compiere è un potente strumento di illusione: si tratta di un’illusione strutturante, che ci obbliga a mai non essere inferiori al nostro vero essere e a comportarci in modo conseguente.

In altre parole, chi pratica con coscienza i rituali, attraverso questa azione si pone al riparo dai pensieri torbidi e dagli istinti inferiori. Tornando all’articolo di AUB da cui siamo partiti, non certo a caso troviamo nelle conclusioni questa considerazione:  “L’importante quindi è capire che la prima condizione che deve attuare l’iniziato è la propria purificazione e sapere estrarre dal rituale l’indicazione degli strumenti per ottenere ciò”.

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Eclisse in Plenilunio

In corrispondenza del Plenilunio di lunedì 21 gennaio 2019 si verificherà un’eclissi totale di Luna, che sarà ben visibile in Italia. Questo fatto siderale ci induce a definire che NON POTRANNO TENERSI LE OPERAZIONI RITUALI DEL PLENILUNIO. Notiamo altresì che questo fatto astrale è in piena corrispondenza con la situazione attuale della N::R::L::LUCE, e che pertanto occorre che ciascuno mediti sulla necessità di attendere per conoscere che, come ricorderete, è quanto in forma di domanda viene ripetuto al candidato durante il rituale di ingresso nel N::V::O:: e a questa domanda due volte il candidato risponde “Sono disposto ad attendere per conoscere”.
Per quanto sopra, chi scrive sarà impegnato in operazioni di astinenza e purificazione, coadiuvate dal silenzio. Ci sono altri elementi, di cui non è opportuno dire qui in esteso, che riguardano la vita del N::V::O:: che richiedono pari attenzione e concentrazione, in una fase particolarmente delicata come l’attuale. Inoltre, diverse situazioni soggettive devono essere condotte a maggior temperanza, e ciascuno deve fare verifica interna rispetto alla corrispondenza tra i propri desideri e le azioni svolte per realizzarli. Non c’è nessuna barriera tra i nostri desideri e la loro realizzazione che non sia determinata da noi stessi. In questo periodo e fino alla prossima Luna Nuova, è assolutamente opportuno praticare l’astinenza da bevande alcoliche e da tabacco e qualsiasi altro additivo è bandito. Praticare, con l’eccezione del giorno del Plenilunio in Eclisse, la lettura dei Salmi Penitenziali e verificare davanti alla propria coscienza se tutto quel che si doveva fare è stato fatto. Le comunicazioni siano limitate all’essenziale e allo strettamente necessario. Sulle modalità delle comunicazioni con il F::I:: restano integre le determinazioni manifestate con il precedente comunicato. Chi ne sentisse la necessità, può anche rivolgersi al Saggissimo, ma è opportuno che sia preventivamente informato il F::I:: per non incorrere in errori di procedura, in taluni casi, duole dirlo, già censurati dal S::G::M:: Ogni squilibrio e intemperanza devono essere banditi, per la salute di ciascun individuo, per il bene della N::R::L:: e per la vita dell’Ordine nel suo complesso. Pertanto, avviamoci, Sorelle e Fratelli, in cammino silente al cospetto di questa Eclisse.

LUX LUCET IN TENEBRIS

La vita spirituale si dimostra a sé stessi per mezzo delle opere.

Implicitamente, è stato fornito un messaggio a chi saprà intendere.

Segue un chiarimento: questa pagina è solo uno specchio, e non confonderete un luogo internet con la dimensione esoterica.

Nulla che qui verrà pubblicato potrà avere valore ufficiale, così come è destituita di fondamento qualsiasi pretesa di qualsivoglia valore per la chat su whatsapp o analoghi gruppi facebook. Chat, del resto, significa “chiacchericcio”.

I documenti che attengono la vita dell’Ordine e della Nostra Rispettabile Loggia non riposano sul cri-cri delle cicale, né sul gracidare delle rane, né sul cra-cra delle cornacchie.

Forse a qualcuno questo discorso potrà apparire formalista: e in effetti lo è, perché la forma è sostanza e non ci può esser sostanza senza forma.

Ognuno degli Adepti deve abituarsi, per il proprio progredire, incluso chi scrive, ad usare le forme proprie.

Confondere la chiacchera con le dovute forme significa esser lontani dal principio esoterico.

Le comunicazioni che toccano gli aspetti importanti della vita dell’Ordine e della N::R::L:: devono essere svolte in modo formale, altrimenti si danno per non essenti: tanquam non esset.

Una finale precisazione. Talora qualcuno ha asserito che questo dire è oscuro. Sono d’accordo. Non a tutti è dato intendere. Suggerisco la lettura del Carro Trionfale dell’Antimonio, per una migliore comprensione del concetto.

La Luce è andata alle tenebre, ma le tenebre non l’hanno ricevuta: malgrado questo, LUX LUCET IN TENEBRIS.

Pan Sophia et Via Lucis

UNA EXPLICACIÓN

VIA LUCIS, con el sub-título PANSOPHIC JOURNAL, esta fue la razón de la idea de Ros + Crucian de que la instrucción y la educación son las vías de la espiritualidad. La razón de esto es ser educado. Por supuesto que sabemos que no siempre es lo que sucede en el mundo. No es lo mismo que el del mundo. No obstante, el significado espiritual de la historia está completamente imbuido de estas ideas, como dice Shakespeare en Macbeth, no sería más que la historia de un loco, todo clamor y furia, que no significa nada; sino como una historia de la evolución de la humanidad, como una historia de la liberación progresiva del espíritu de las necesidades materiales.

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Sabemos que esta forma de ver las cosas es utópica, que su realización es tremendamente difícil. No pretendemos cambiar el mundo. Digamos que esta utopía está muy enraizada y tiene sus raíces en las cosas más nobles que la historia ha producido. En los tiempos modernos, encontramos dos obras de Comenius: Via Lucis, Vestigata & Vestiganda, 1641; Schola Pansophica, 1651, este espíritu de progreso a través del conocimiento, que sigue siendo muy actual e importante. Se solicita que estos títulos llamen a nuestra revista con el título principal.

Están destinados a estimular esta lógica de conocimiento y conocimiento, tanto de una civilización como de una naturaleza metafísica. Para su síntesis, estamos a punto de devolver el conocimiento de las herramientas operativas que están en la base de los Órdenes esotéricos occidentales. Hablaremos con usted, pero no podrá leerlo. Porque primero deben ser abiertos las puertas del espíritu. Esta es la tarea de una Schola Pansophica que introduce a la Via Lucis.

Althotas S :: I :: I :: 5 = 6

post scriptum: en agosto de 2019 habrá una conferencia transnacional. Las personas que deseen debatir sobre un rol público en el papel del conocimiento metafísico y la interpretación directa de las sagradas escrituras en la Tradición, son las bienvenidas. Para enviar un discurso público a la CONFERENCIA VIA LUCIS, envíe un correo electrónico a fondazionem@gmail.com dentro del 28 de febrero de 2019. Los discursos admitidos serán publicados en la revista VIA LUCIS.

PANSOPHIA ET VIA LUCIS

§2. AN EXPLANATION


When we decided to give the name VIA LUCIS, with the undertitle PANSOPHIC JOURNAL, this was in reason of the Rosi+Crucian idea that instruction and education are the train tracks which may drive a person until the spiritual door. Therefore, for human emancipation, the aim should be enlarge the number of people that may be able to offer to their children instruction and education, so that the awareness conquered with studies may subtract men and women to violence and misery, generating a more evolved humanity. Of course we know that this is not always what happens in the world. The exploitation of man by man is still today something tremendously common and, as the R+C spirit inform us, and Jeremy the prophet too, we should not trust into the men of the world. Notwithstanding, the spiritual meaning of history is completely imbued with these ideas, if we want to think of history not as a history of battles (which, as Shakespeare says in Macbeth, would be nothing more than the story of a madman, all clamor and fury, which means nothing) but as a history of evolution of humanity, as a history of the progressive liberation of the spirit from material needs.

We know that this way of seeing things is utopian, that its realization is tremendously difficult. We do not pretend to change the world. Let’s just say that this utopia is very rooted, and has roots in the noblest things that history has produced. In modern times, we find between two works by Comunius: Via Lucis, Vestigata & Vestiganda, 1641; Schola Pansophica, 1651, this spirit of progress through knowledge, which still appears very current and important. These titles prompted us to call our magazine with such a headline title. The activities and themes of the journal are intended to stimulate this logic of knowledge and knowledge, both of a civil and of a metaphysical nature. For its synthesis, our purpose is to start from the highest and most abstract level, above all to return the knowledge of the operative tools that are at the base of all the Western esoteric Orders. We will speak, therefore, to those who want to read, of High Magic but freeing the content from every superstition and reintegrating its meaning in a modern key, as an investigation of the unconscious, precisely with the aim of preparing the path of awareness that opens the doors of the spirit. A Schola Pansophica that introduces to Via Lucis.


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post scriptum: in August 2019 there will be a transnational conference. People who want discuss a public speech on the role of metaphysic knowledge and direct interpretation of holy writings in Tradition, are the welcome one. To submit a public speech to the VIA LUCIS CONFERENCE, please send an email to fondazionem@gmail.com within February, 28, 2019. Speechs admitted will be also published on the VIA LUCIS magazine.

VIA LUCIS

VIA LUCIS – §1  https://www.amazon.com/dp/B07HGFNWK2

A LINGUISTIC PRECISATION: NO ACADEMIC LANGUAGE BUT

UNIVERSAL KOINÉ

INTGLISH?

The R+C Manifestos, since their first appearance, were written in five languages. As we are in XXI century, we may consider that English may be the vehicle for a general understanding: but we will not make use of English in the academic way: we will use this language as lingua franca, with no respect for national grammar rules and the open will to communicate and understanding each other, out and far from every kind of linguistic problem (and far from «newspeak» propaganda). What is important is to express something of good feeling in art, in philosophy, in life. Improving emancipation, awareness, consciousness. Which is the aim of VIA LUCIS.

As we are talking about an European movement, language is a very important point. We need to imagine – as we in fact does when working in presence – a place where people of different language meets to work together. Of course, our work language is English; but we want to underline that there is consciousness and awareness that our English is a language of transformation, we may say a form of International English or – if you prefer – Internet English, the mix we call Intglish. It’s something similar to Troubadour’s way to understand each other beyond borders. This lighter approach to communication is the spirit of time and, while we respect the great tradition in literature and history of the English language, simultaneously we call for a frank language which is the result given by the magickal equation of the mix of words taken from Enochian, Hebrew, Sanskrit, Latin, French, German, Spanish, Chinese, African and Maya which are the instruments of Magick.  Beyond nations, beyond division. A small word of people able to understand that it is possible to go beyond religions and all that things that create divisions, being useful to the power’s establishment and completely damaging for individuals. Therefore, dear Reader, forgive us some mistakes in grammar and syntax, thinking that we are building a new Koiné, Κοινή, Κοινή!