Ordini Esoterici e Religioni

ORDINI ESOTERICI E RELIGIONI

Si sente dire spesso che la conoscenza assoluta non esiste. Se ció fosse vero non esisterebbero gli Ordini Esoterici e non esisterebbero neanche le religioni. Non esiste la conoscenza assoluta da ottenere con i sensi che abbiamo a disposizione, questo è vero ma se sappiamo utilizzare altri sensi, esiste.

Vi sono due modi per giungere alla conoscenza assoluta. Una é per fede, per affidamento a ciò che riferiscono altri che hanno conosciuto direttamente o che si rifanno a chi ha conosciuto, ad un loro referente, l’altro è quello diretto. È questa l’unica differenza effettiva tra le religioni e gli Ordini Esoterici. Le religioni, come gli Ordini Esoterici, esprimono la conoscenza assoluta, che non può che essere unica e quindi uguale. Le regole assolute che esprimono i religiosi vengono poi adattate, mediante le sacre scritture, ad un luogo specifico di tutto l’universo e quindi anche di questa terra. Compito delle religioni è infatti quello di dettare norme morali a coloro che nel luogo in cui si esercita l’influenza religiosa non possono conoscere direttamente per vari motivi, o non vogliono conoscere direttamente in quanto trovano più comodo o più consono alla loro essenza ed alla loro esperienza affidarsi ad altri.

È evidente quindi che le differenze che alcuni dicono di riscontrare fra le religioni e gli Ordini Esoterici sono o dovrebbero essere solo apparenti. Può anche verificarsi che i preposti agli ordini religiosi approfittino dell’adattamento per dettare una morale utile solo alla loro sopravvivenza o alla loro espansione. Costoro hanno infatti constatato che la loro presenza favorisce i poteri politici della nazione in cui opera la religione, dato che essa si avvale del fatto che le regole provengono dalla divinità e quindi non sono discutibili. In sostanza le regole che loro impongono sono spacciate per verità assolute o ricavate da esse. Per sostenere questa “verità” debbono necessariamente far credere che la divinità sia esterna all’uomo e non interna ad esso come parte invisibile della sua essenza.

Ciò premesso e non occupandoci della patologia, purtroppo sempre presente fra gli ordini sociali, esaminiamo alcuni fenomeni sia dal punto di vista esoterico che dal punto di vista religioso e, per l’aspetto religioso, rifacciamoci alla religione professata nel luogo in cui viviamo ed espletiamo la nostra attività.

Le religioni rivelate, come ho già detto, partono dal presupposto che la divinità sia esterna all’uomo e che, nel suo agire, tale divinità, si prende a cuore i problemi dell’uomo. A tal proposito Schwaller De Lubiciz nel primo volume de “Il Tempio dell’uomo” cita un erudito conferenziere che ha appena finito di guidare il suo uditorio attraverso le conoscenze astronomiche delle nebulose in un universo che si misura in anni luce. L’erudito conferenziere così dice ad una signora inquieta che gli domanda: “se la nostra terra è una cosa così infinitamente piccola nell’universo, come può Dio occuparsi di noi?”. E dall’erudito conferenziere riceve la risposta che si merita:” Questo, signora, dipende dalla grandezza del Dio in cui lei crede”.

La divinità è in noi così come è in noi è in tutto ciò che costituisce l’universo. Essa divinità, in ogni caso e a prescindere dall’appellativo che le si assegna,  è eterna nei due sensi: è sempre esistita e sempre esisterà. Chiamiamola Ente Emanante ed emanazione ciò da lei deriva. L’Ente Emanante emana e tutto ciò che è emanato ha un suo ordine. L’emanazione che insieme all’Ente Emanante non è visibile, genera la manifestazione e la genera non solo su questa nostra terra ma in tutto l’universo infinito e tale manifestazione é visibile. La manifestazione però, per divenire visibile, deve assumere una forma. Il cosmo è pieno di forme visibili e fra queste vi è l’uomo abitante della manifestazione terra. La manifestazione, al contrario della emanazione, è mortale, ha durata molto breve e in quel brevissimo lasso di tempo, si adopera per conformare il proprio comportamento a delle scelte che gli assicurino o che tendano ad assicurargli la più ampia soddisfazione dei propri bisogni, delle proprie esigenze, dei propri sentimenti e, talvolta, anche delle proprie idee che non sono idee assolute ma relative. Non si adopera cioè per conformare il proprio comportamento alle leggi universali. Nel portare avanti il proprio programma a volte la manifestazione si comporta in maniera conforme all’ordine universale e a volte no. Se si comporta in maniera difforme all’ordine universale, che ha poche e semplici regole (quali l’ordine e l’armonia) sconvolge senz’altro tale ordine il quale tende a ripristinarsi anche a scapito di colui o di coloro che tale ordine hanno turbato.

Esaminiamo delle ipotesi concrete. Per esempio come intendere la giustizia divina in relazione all’omicidio. Per esaminare questo fenomeno, in base a ciò che ho detto in premessa, bisogna prima intendersi sul concetto di giustizia assoluta e morale assoluta contrapposta alla giustizia relativa ed alla morale relativa dato che ciò che è relativo in questa terra non è detto che corrisponda a ciò che è assoluto. La giustizia divina si occupa solo della giustizia assoluta ovvero della morale assoluta. Nel caso che stiamo esaminando uccidere o far danno ad una qualsiasi manifestazione, e quindi anche ad un uomo, può creare un vero e proprio turbamento nell’ordine universale in quanto si va contro il progetto dell’Ente Emanante. L’ordine universale però si ripristina e si ripristina a danno di colui che l’omicidio ha commesso. Questo elementare concetto riguarda, per ciò che si è detto, sia gli Ordini Esoterici che le religioni. Riguarda quindi tutte le manifestazioni e in particolare tutti gli uomini di questa terra. L’omicidio, in stato di non belligeranza, è contrario alla giustizia ed alla morale umana, morale che può derivare sia dall’esoterismo che dalle religioni. Ma l’assassinio, l’omicidio accade anche in stato di guerra ed esso, specie se è il vincitore a giudicare se stesso, non è considerato una ingiustizia o una immoralità. Molti assassinii si sono verificate durante le crociate dove, si diceva, che si uccideva per una giusta causa come anche molti assassinii sono stati commessi dall’inquisizione per combattere ciò che i gerarchi religiosi ritenevano eresia.

Altra riflessione molto legata all’omicidio o al danno arrecato ad una qualsiasi manifestazione si può fare per il pentimento. Si è detto che l’ordine cosmico tende a ripristinarsi. A volte può ripristinarsi per la stessa volontà di chi ha determinato il danno. Ciò puó avvenire attraverso il pentimento che può essere considerato quindi una forma di ripristino. Naturalmente si parla di pentimento effettivo in quanto ciò che ripristina l’ordine sono le vibrazioni che il pensiero del pentito produce. Lo pseudo pentimento, come quello spesso millantato in confessione specie da determinati individui, può ingannare colui che appartiene a questa dimensione ma non l’ordine cosmico in quanto le vibrazioni che produce sono differenti da quelle prodotte dal pentimento effettivo.

Di ciò che ho scritto non posso fornire alcuna prova, anzi una la potrei fornire: la prova la si ottiene operando. Operando si potrà conoscere ed avere la prova della veridicità di ció che adesso ho scritto.

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