Protetto: Il vero Cristianesimo non può che essere Ebraismo

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:

Annunci

Sui poteri iniziatici della Donna

Dev’essere un’opera di stregoneria, non c’è dubbio. Forse non è l’unico modo per iniziare un articolo sui poteri iniziatici della Donna, ma può apparire ben fondato se si concede che l’argomento continua ad essere, persino nel mondo occidentale del XXI secolo, un taboo.

Il fatto generale che la conoscenza esoterica sia non soltanto osteggiata, ma persino denigrata e vilipesa dalla cosiddetta “cultura ufficiale”, non genererà nessuno stupore se ci si accorge, con maturità, che la cultura è la forma più autentica del potere. Il vero potere non è la politica, che esprime comunque un contenuto servile, strumentale, ma la possibilità di determinare i contenuti simbolici. I simboli sono la più autentica molla dei comportamenti umani (come sanno bene i pubblicitari che ne sviliscono i contenuti inducendo il popolo al più abbietto materialismo). Il vero punto in discussione è che ogni funzione tesa a produrre miglioramento ed emancipazione è avversata dal mondo. L’intero corpus degli insegnamenti R+C è parabola di questo contenuto, che i cabalisti riconosceranno nell’impossibilità di cambiare la natura ontologica del Regno.

Sui poteri iniziatici della Donna

di Althotas   M.:M.:   5=6  S::I::

Perché la partecipazione della Donna alla vita iniziatica incontra tanti avversari? Un recente, dottissimo, contributo di Mariano Bianca (La Massoneria Femminile nel Mondo, Atanòr 2016) offre non solo un panorama, ma un vero e proprio atlante delle confraternite femminili e miste all’interno delle forme storiche della Massoneria, punto di riferimento obbligato da qui in avanti per le ricercatrici e i ricercatori di lingua italiana che vorranno affrontare il tema della Donna nelle istituzioni iniziatiche (un interessante paredro potrebbe esser dato da un libro in inglese, The Women of the Golden Dawn di Mary K. Greer). Da queste premesse, il cammino è ancora molto lungo, e le controversie da dirimere restano formidabili.

Argomenti apparentementi innocui sono in grado di innescare polemiche infinite. Ad esempio: può una donna essere al vertice di una istituzione iniziatica? può una donna conferire poteri iniziatici a un uomo? Domande di questo tenore appaiono già avanzate ed avveniristiche, perché le interpretazioni prevalenti di un certo guénonismo di maniera, oggi egemone, fermano il dialogo molto prima, non riconoscendo alla donna nemmeno il poter prendere parte ai lavori di Loggia e nel Tempio, se non nelle confraternite ancillari (ancillari, perché subordinate a Logge e Templi maschili) delle forme dette di adozione. 

Con un rigore storico da approfondire in altra sede, si può qui ellitticamente ricordare che è stato l’illuminismo – e dunque un movimento che voleva fugare paure e angosce secolari, le lotte contro le streghe della notte medievale e gli errori del passato che pretendono, sol perché tramandati, di farsi verità – a riportare le donne nel Tempio. Il pullulare di riti egizi, che riportavano in luce i geroglifici e i papiri a testimonianza della partecipazione delle donne alla vita iniziatica, di Logge e Templi Misti, per quanto spesso massonicamente considerati irregolari, è stato il crogiuolo in cui le Donne hanno avuto la chance storica (dalla Società Teosofica della Blavatski alla Golden Dawn di Moina Bergson) per conquistare la risalita da ancelle a Sacerdotesse e, fuori dal Tempio, per riportare il tema delle Donne in una importante e incessante dialettica con la vita politica e trasformarsi nella richiesta di maggiori diritti civili, a partire dal diritto di voto.

Dopo la grande stagione di imperiosa crescita e coraggiosa conquista nel Secolo dei Lumi ed in quello della Dea Ragione, con il XX secolo, dalle suffragette alle contestatrici del ’68, la parabola del femminismo (termine inadeguato perché parziale e manchevole per esprimere la piena dimensione della Donna) ha raggiunto il suo apogeo. Questo non significa che tutto sia risolto, al contrario, resta un cammino incommensurabile. Il nodo è però che oggi la spinta alla conquista dei diritti e all’emancipazione si dimostra alquanto appannata e demodé: e invece occorre più che mai rilanciare la visione del femminile, perché la Madre Terra – con le sue emergenze ambientali – non può più aspettare; perché non può esservi emancipazione e progresso veramente ottenuti se non nella pienezza della sfera sociale e questo non può accadere se non si afferma una nuova visione della Donna.

Questo tema è decisivo non soltanto per la Donna, ma per la società nel suo complesso. E probabilmente le Donne farebbero bene a reagire con un moto intellettuale importante e dirompente rispetto alla recente epocale sconfitta nella corsa alla presidenza U.S.A. di Hillary Rodham (che forse, tra i punti da affermare, avrebbe dovuto annettere maggior importanza al suo nome, non subordinandolo a quello del marito presentandosi come “Hillary Clinton”). Maggior consapevolezza, minor subordinazione. Coraggio filosofico. Sapere Aude!

Impadronirsi del pensiero delle Donne del passato, senza subalternità al maschile. Conosciamo bene le opere di Helena Petrovna Blavatski, di Marie Derasmes, di Alice Bailey, di Annie Besant? Sappiamo di Ipazia, di Myriam sorella di Mosé e profetessa, della Regina di Saba? Del significato profondo del sangue mestruale? Dell’archetipo della Grande Madre? Dei Misteri di Iside? Della mistica Sophia? Siamo davvero sicuri di sapere?

L’idea di poter completare il percorso iniziatico della vita (poiché è la vita l’unico vero percorso iniziatico, come ogni Donna sa meglio di qualsiasi preteso iniziato dei cosiddetti “Alti Gradi”) senza tener conto del femminile, è chiaramente, manifestamente, palesemente, infondata. Il più alto punto di confronto, l’XI Grado O.T.O., non regge il paragone con i perfetti emblemi alchemici di Barchusen o di Meier. Ma bisogna capire, andare a fondo, studiare, reinterpretare. Questa è una pubblica sfida alla Donna, al vampiro delle età remote: la letteratura è testimone che Dracula di Stoker è stata la svolta conservatrice (e patriarcalmente rasserenante) di una figura che, in precedenza, dall’immemorabile origine del mito di Lilith, è stata sempre femminile. Forse anche per questo si tratta pur sempre di un lavoro di stregoneria, come recita la battuta d’esordio di questo articolo.

Il modo più autentico di volgere questo passaggio in avanti è maturare una nuova analisi filosofica e politica i cui fondamenti restano, come sempre, teologici ed esoterici. Ecco perché questo articolo viaggia con una selezione di immagini di Donne il cui profilo biografico e, soprattutto, l’opera filosofica, andrebbe conosciuta meglio, indagata, scandagliata, per poter immaginare una diversa edificazione concettuale della concezione ontologica, della sfera dell’Essere Donna.

Ti aspetto.